
Carissime Famiglie ed allievi/e, Collaboratori tutti/e,
siamo immersi nella società della comunicazione e quindi nel giro di pochi minuti/ore le notizie circolano rapidamente. Chiedo quindi scusa per la forma dell’avviso, lontana dal calore di un dialogo faccia a faccia.
Qualche giorno fa un prof scherzava in occasione di una cena di classe sulla “famigerata” lettera di agosto, quella in cui il direttore ringrazia i docenti che hanno svolto il loro servizio ma che per vari motivi non saranno più presenti da settembre.
Dato il calendario dell’avvicendamento delle nostre obbedienze religiose, sono costretto ad anticipare qualche paragrafo di quella tradizionale comunicazione (che arriverà comunque, anche il prof in questione è avvisato…).
L’art. 177 delle nostre Costituzioni salesiane così recita:
Il direttore dev’essere sacerdote, professo perpetuo da almeno cinque anni e viene nominato dall’ispettore con il consenso del suo Consiglio e l’approvazione del Rettor Maggiore, tenendo conto delle indicazioni ottenute attraverso un’opportuna consultazione, fatta tra i confratelli dell’ispettoria.
Il suo mandato è triennale e può essere confermato per un secondo triennio nella stessa comunità.
Durante il periodo del suo servizio può essere destinato ad altro ufficio se l’ispettore, con il consenso del suo Consiglio, lo ritiene necessario.
Ecco, l’ultimo comma mi riguarda quest’anno, in anticipo sulla scadenza naturale. Ora che c’è l’ufficialità (lo stralcio sotto) desidero condividere con Voi questo importante passaggio.
Un altro confratello salesiano arriverà, farà persino meglio del sottoscritto, sono sicuro che troverà in tutti Voi l’aiuto prezioso di cui io ho ampiamente goduto. L’ambiente salesiano e lo stile educativo sono più importanti della singola persona che temporaneamente ne ha la responsabilità, per cui certamente “cadremo in piedi”.
Dal punto di vista personale ci saranno relazioni nuove da costruire, improntate alla condivisione e al confronto, perché solo nel dialogo si trovano le soluzioni ai problemi. Stiamo pian piano uscendo da un periodo inimmaginabile solo tre anni fa, in cui qualcuno ha provato sulla propria pelle il significato della parola “Covid”. Se teniamo conto del numero di persone che gravitano sul nostro Centro, possiamo davvero ritenerci fortunati perché l’impatto è stato limitato, pur senza dimenticare quanti in famiglia lo hanno visto colpire più pesantemente. Certamente ne usciamo più forti, ma non senza “cicatrici interiori”.
Da settembre 2022 proviamo a ripartire con il piede giusto e con entusiasmo.
Come dice il Papa, “non dimenticatevi di pregare per me”.
Don Riccardo